Culla dell'industria petrolifera: la Via del Petrolio di Gorlice, il Sentiero dei Peciaioli di Łosie, musei etnografici a cielo aperto di Gorlice e Libusza
2014-08-05

Ropa, Ropka, Ropica (Petrolio, Petrolicchio, Petrolaccio): questi toponimi di fiumi e paesi riconducono alle storiche origini dell'estrazione dell’“olio di pietra” nella terra di Gorlice, richiamando la memoria dei primi scavi selvaggi e delle pompe a cavalletto. In seguito entrò in scena un chimico, Ignacy Łukasiewicz, inventore della lampada a petrolio e promotore dell’industria petrolifera, la quale rivoluzionò la vita di questa piccola regione, prima che il mondo si accorgesse del potere dei Rockefeller derivato dal petrolio.

Nel XIX secolo i peciaioli – vale a dire venditori di pece, ricavata dalla distillazione del petrolio greggio e usata per spalmare le ruote dei carri e gli zoccoli dei cavalli – si spingevano con i loro carretti fino a Ekaterinburg in Russia e addirittura nei Balcani, richiamando i clienti: "è arrivato il peciaiolo! Peeece, peeece, chi vuole della peeece?”.
Oggigiorno queste grida vengono lanciate dai turisti durante una passeggiata a bordo dei caratteristici carretti che partono dalla Cascina dei Peciaioli: un interessante museo ospitato nel paesino di Łosie. Oltre a quello dei peciaioli, che provenivano dall’etnia dei lemki, questo museo presenta altri mestieri in via d’estinzione, per esempio quello degli catramari di Bielanka che ricavano il catrame vegetale dal carbone di legna, o mestolai di Nowica che producono posate e utensili da cucina in legno lavorato al tornio a corda. Altrettanto interessante è la storia dell’estrazione del petrolio che si può ripercorrere nel Museo Regionale PTTK e in quello dell’Estrazione Petrolifera nel Territorio di Gorlice allestito presso la miniera "Magdalena" di Gorlice, nonché nel Museo dell’Industria del Petrolio e di Etnografia nella poco distante Libusza.

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